Messaggi dagli ex Ausfini

Vogliamo raccogliere in questa sezione del nostro sito,
tutti i messaggi che riceviamo dagli ex Ausfini.

Spero sia un piacere anche per voi leggere le loro parole,
che divulghiamo affinché raggiungano e ispirino tutti i soci
e tutti coloro che in qualche modo
fanno parte della nostra cara associazione forestale
-Ausf Italia-

 

" Cari amici o "cari ausfini", come scrivevamo nelle nostre e-mail,
Quando vedo che l’AUSF Italia è ancora così attiva, provo una bellissima sensazione. 
Non è solo gioia, soddisfazione ed orgoglio, ma anche nostalgia, entusiasmo e speranza. 
È quella sensazione che hai quando vedi i buoni risultati di un progetto che ti ha coinvolto fino in fondo, al quale hai dedicato non solo tempo ed energie, ma anche convinzione ed emozioni.

Come forse sapete, l’associazione universitaria degli studenti forestali nacque nel 1990 all'Università della Tuscia. Era l’AUSF Viterbo, su iniziativa di Enrico Pompei, ora funzionario dell’ex Corpo Forestale dello Stato, e di alcuni suoi compagni di studi, che volevano organizzare attività formative complementari e volontariato ambientale. Ciò che Enrico e i suoi amici non sapevano è che l’AUSF si sarebbe rivelata un’onda di entusiasmo estesa ben oltre Viterbo durante più di venti anni. 
Nacquero AUSF in diverse università italiane, mantennero i contatti fra di loro ed organizzavano incontri che chiamavano “Ausf nazionale”.
L’evoluzione delle AUSF non è stata costante, ha avuto alti e bassi, e nelle varie AUSF si sono succeduti periodi di grande fermento con altri di silenzio. 
Io entrai all’università nel 2004: in quel periodo, il vecchio ordinamento didattico si stava estinguendo, e l’università in generale viveva un momento di cambiamento strutturale e culturale. Le associazioni ne risentirono, ed entrarono in una fase di declino. 
Alcuni ausfini che stavano finendo gli studi mi coinvolsero per dare continuità all’AUSF Viterbo. 
Non so perché, ma io sentii una specie di dovere, un senso di responsabilità: l’AUSF era una cosa buona, e non potevo lasciare che sparisse. 
Il contesto era difficile, in quel periodo c’era una certa indifferenza verso la vita associativa. Eppure, poco a poco, si riuscì a ridare vita all’AUSF Viterbo. 
Fu molto importante allacciare rapporti con gli studenti del nuovo ordinamento didattico di altre università. Alcuni “superstiti” e poche nuove reclute di AUSF Torino, AUSF Padova, AUSF Molise, AUSF Napoli ed AUSF Palermo cominciarono a ridare dinamicità alla rete. 

Ci fu poi un momento culminante: il Congresso Nazionale di Selvicoltura a Taormina, nel 2008, dove parteciparono tutti questi studenti e dove incontrammo per caso un nuovo gruppo, il FAG di Reggio Calabria. Sorprendentemente ci trovammo tutti sulla stessa onda, entusiasti di questo nuovo incontro, e così si gettò il seme della confederazione delle AUSF: non più semplicemente una rete di associazioni, ma una vera e propria organizzazione. Da allora ci mantenemmo costantemente in contatto, lavorammo allo statuto e a tanti altri aspetti organizzativi, facemmo tante riunioni via Skype.
Finalmente, nel 2009 ci riunimmo a Capracotta, dove gli amici dell’AUSF Molise avevano organizzato un bel meeting, in concomitanza con il congresso della Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale, che si stava svolgendo negli stessi giorni lì vicino, nella sede di Pesche dell’Università del Molise. In quei giorni firmammo l’atto costitutivo della Confederazione delle Associazioni Universitarie degli Studenti Forestali d’Italia, o più semplicemente, AUSF Italia.
Fu un anno di crescita esponenziale, le attività esplosero in tutte le AUSF esistenti, e si rifondarono le AUSF di Firenze e di Nuoro. 
Lavorammo per rafforzare il sistema e per organizzare la prima Assemblea AUSF Italia, che si svolse nel 2010 a Pieve Tesino, in Trentino. 
Quell'assemblea fu un momento intensissimo, effervescente, una vera e propria estasi non solo associativa, ma soprattutto culturale ed umana. Ci furono momenti di grande serietà e riflessione in cui ci confrontammo con professionisti del settore forestale-ambientale, e che si alternarono perfettamente con momenti di grande passione sociale. Credo di poter dire senza esagerare che fu uno dei momenti più intensi della mia vita fino ad ora. Da quella prima assemblea, ne è stata svolta una nuova ogni anno, con un rinnovo costante del consiglio direttivo dell’AUSF Italia: un’eredità ci cui siamo fieri e che consegnammo con gioia ai nuovi studenti.

Una bella storia, non è vero?  Ma cosa abbiamo imparato da essa?
Vivere attivamente e partecipare!

Non viviate indifferenti, siate protagonisti. 
Forse non potete cambiare il mondo... ma lasciare che siano sempre gli altri a dirigere le cose lascia, almeno a me, un senso di inutilità.
Crescere, imparare ed innovare. Il mondo è estremamente complesso.
Quando esci dal liceo ed entri all’università, ti rendi conto che è grande e difficile. 
Poi, quando finisci l’università, vieni investito da un mondo che è ancora più grande e difficile di quanto pensassi. 
Poi, quando costruisci la tua carriera professionale, capisci che è ancora più grande e difficile di quanto avessi capito. 
E credo che una persona che mantiene i sensi svegli vivrà questo processo per tutta la vita. 
Se non evolvi, se resti nel tuo piccolo mondo di visioni, idee ed abitudini, forse sarai una persona relativamente felice, senza mal di stomaco.
 Ma nel mondo attuale, l’immobilità significa morire socialmente. 
Mantenere la compostezza.  L’entusiasmo è l’ingrediente fondamentale, ma se non lo controlli può trasformarsi in emozioni squilibrate e portarti ad agire senza senso, perdendo efficacia. Evitatelo. 
Fatevi un’idea concreta di ciò che volete, disegnate un cammino, poi alimentatelo di quell'entusiasmo. 
Ci sarà occasione di cambiare passo, se necessario, ma state vigili.
 Cooperate: vivere un’associazione è la massima espressione di collaborazione, si fonda si di essa. Apprezzate i vostri collaboratori, lavorate insieme, comunicate fra di voi. 
Nella mia esperienza nell’AUSF ho trovato persone ottime, migliori di me, maestri inconsapevoli dai quali ho imparato molto.
Siate coesi. Con grande rammarico osserviamo movimenti dissociativi nel mondo.. ma ciò di cui la società odierna ha bisogno è il contrario: cooperare per far fronte alle sfide di oggi, così grandi e complesse che non possono essere affrontate giocando in solitario.

Sto sparando sentenze; sembro uno di quei signori navigati che danno lezioni di vita... 
Niente di più lontano dalla realtà: io, con i miei 31 anni, un dottorato di ricerca concluso, con un’esperienza professionale, tempo vissuto lontano da casa, ancora non sono che all'inizio. 
Sapete di cosa ho più paura? Di perdere. 
Non prendiate esempio da me; le sconfitte vanno accettate; l’importante è imparare da esse e prendere le giuste misure per evitarle. 
Vedete? In teoria lo so, ma in pratica ancora non ho superato l’esame. 
L’AUSF Italia è una grande vittoria: all'inizio avevo tanti dubbi, eppure eccoci qui oggi, contenti e soddisfatti. Mi dispiace non essere lì con voi e poter comunicare solo con queste parole scritte, che esprimono meno di quanto vorrei e non possono descrivere pienamente le emozioni legate all’AUSF. 

Andate avanti, continuate a costruire insieme, mantenete e create i contatti e le collaborazioni con le università, i professionisti, le aziende e tutte le organizzazioni del settore. 
Questo è importante per voi, per crescere, per conoscere, per il vostro futuro professionale. 
Vivete l’associazione, prendete iniziativa: scoprirete molto di voi stessi e degli altri, e questo vi aiuterà nel vostro futuro cammino, qualunque esso sia. 

L’AUSF Italia è una grande opportunità. Sono sicuro che l’AUSF continuerà ad avere grandi risultati, coinvolgendo e premiando tante persone.
Un abbraccio a tutti voi"

FABIO NATALINI

 

"Vi racconto, cercando di essere breve, qualche particolare dei primi passi dell'AUSF.

Tutto è nato dal movimento studentesco del 1990, la cosiddetta "Pantera", che formò un bel gruppo di studenti viterbesi (in grande prevalenza forestali) all'impegno sociale in ambito universitario. 
Un bel gruppo di questi, circa una trentina, decisero quindi di fondare l'associazione degli studenti forestali che già dalle origini aveva una visione nazionale ed internazionale, non chiusa solo su Viterbo. 
Io fui il primo presidente e firmatario dell'atto notarile che istituì l'Associazione. 
Erano giorni di grande passione forestale, di idee e di voglia di essere protagonisti della nostra crescita professionale e culturale. 
Decidemmo subito di coniugare alla teoria la pratica e scegliemmo un settore largamente presente nel nostro territorio: gli incendi boschivi. 
Ci unimmo ad una associazione di Protezione Civile di Soriano nel Cimino, la "Squadra Ecologica", e registrandoci all'elenco delle associazioni di Prot. Civ. della Regione Lazio accedemmo ai fondi per realizzare un'attività di prevenzione e lotta agli incendi boschivi nella provincia di Viterbo.
 Acquistammo la mitica UAZ con sistema di spegnimento  incendi e lavorammo durante l'estate 1991 al primo campo antincendio, coinvolgendo oltre 80 studenti provenienti da tutte le facoltà.
Allo stesso tempo preparammo "Euroforesta 1992", la più grande manifestazione forestale dell'epoca, aprendo un canale presso l'Università di Padova, secondo nucleo fondatore dell'AUSF nazionale e da lì le attività, i sogni, le speranze e le esperienze forestali si moltiplicarono e diffusero.

Io mi laureai nel 1992, lasciando la presidenza in ottime mani che, con alti e bassi legati alle fluttuazioni dell'indole degli studenti, è arrivata fino a te! 
Generazioni di forestali sono cresciuti nell'AUSF acquisendo quel quid in più (che l'Università in quanto istituzione non può dare) che li ha resi più maturi, più aperti, più forti e più pronti al mondo.

Io racconto sempre la storia che l'AUSF è stata una maestra di vita professionale incredibile, mi ha formato nello spirito propositivo, nella voglia di migliorare e crescere, mi ha dato la possibilità di conoscere persone, istituzioni, Paesi... Un banco di prova eccezionale che ha fatto la differenza e che sicuramente continua a farla nelle generazioni di oggi e in quelle che verranno. Chi passa dall'AUSF ne viene contaminato, viene inserito in quella rete di forestali liberi ed attivi in grado di vedere oltre e soprattutto di andare oltre, perché l'Associazione ti dà la forza per affrontare sfide che da solo potresti soltanto immaginare.

Io sono orgoglioso dell'AUSF e della mia vita da Ausfino, sono orgoglioso di voi e di chi è il presindente di oggi. Solo pensare che la mia idea di quasi 27 anni fa oggi sia viva e vitale e corre sulle gambe di ragazzi meravigliosi come voi mi commuove e mi inorgoglisce. 
Ho percorso una carriera forestale che, per mia fortuna, mi ha dato grandi soddisfazioni e prestigio e sono sicuro che niente sarebbe avvenuto senza il mio percorso dentro l'AUSF.
Ad majora!"

ENRICO POMPEI
"Da subito mi son reso conto che studiare Scienze Forestali, non si trattava di acquisire nozioni da utilizzare un giorno nel mondo del lavoro, ma studiare Scienze Forestali vuol dire abbracciare una filosofia di vita, è un modo di essere, di dare valore a determinate cose… è un modo di vivere.

E qui entra in gioco l’associazione. Perché come una foresta, basa la sua resilienza sulla quantità di interazioni con gli elementi di un ecosistema, così, la capacità di vivere la vita in profondità, dipende dalla qualità delle nostre relazioni umane…  

L’AUSF è stata una delle esperienze più importanti della mia vita. 
Mi ha permesso di condividere emozioni stupende, con persone fantastiche ed ogni volta che tornavo a casa ero una persona diversa, che si conosceva più a fondo e che guardava il mondo con più maturità. 
Sono entrato nell’associazione che ero un “pischelletto”, con tante domande ed uno squilibrio interiore nato dal fatto che non mi riconoscevo nella società in cui vivevo. 
Ma dentro l’associazione ho potuto crescere come studente e soprattutto come uomo.  

Penso che l’apice della mia esperienza con l’AUSF sia stata l’organizzazione del SERM, un raduno internazionale di studenti forestali, che ha avuto inizio qui a Vallombrosa esattamente un anno fa. Senza una lira e mille problemi, abbiamo mostrato ad oltre 50 ragazzi, il patrimonio forestale da Firenze a Napoli.  
Questo meeting ha richiesto un anno di organizzazione ed è stato possibile solo alla passione e al lavoro di squadra di un gruppo eccezionale. 
Alla fine di quell’evento, si era creato un legame speciale, mi sentivo parte di un qualcosa di più grande, sentivo che stavo vivendo...

Come diceva Tiziano Terzani ogni volta che interagiamo con qualcuno ci si avvicina un po' di più a capire chi siamo.
Solo conoscendo noi stessi potremmo compiere realmente delle scelte nella vita e in questa direzione l’AUSF è qualcosa di potente.
Viva le Scienze Forestali, Viva le relazioni umane e Viva l’AUSF."

VALERIO FRATTURA
"In risposta alla frase "grazie a voi e al vostro lavoro ci ritroviamo qui oggi, con la stessa spinta a creare insieme". Rispondo a lui e a tutti dicendo che il ringraziamento è reciproco, poiché nulla avremmo potuto fare senza il vostro sostegno, senza la vostra essenziale presenza, partecipazione. Devo dire piuttosto che i soci fondatori del progetto AUSF sono stati coloro i quali hanno messo l'idea e il cuore per dar vita a oltre 20 anni di attività.Entrare nel piccolo grande mondo dell' Ausf rappresenta veramente uno strumento di crescita personale e professionale, dove si esce o si entra, in maniera diversa nel mondo accademico in senso stretto, e si abbracciano tanti altri aspetti che un futuro laureato forestale, uomo che in un modo o nell'altro fa parte di una società, di una collettività, deve conoscere e saper gestire. Approfittate di questi momenti perché sono un prezioso bagaglio che vi porterete sempre dietro, e non perdete mai la fiducia verso le vostre passioni. Unite professionalità a istinto, usate mente e cuore, abbiate coraggio e piangete. Siamo tutto. Ciao ragazzi!"

FRANCESCA SALATINO

Chiunque volesse contribuire, può mandarci il suo messaggio alla mail: ausfitalia@gmail.com
Grazie!

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